Roma colonia sarda

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“ROMA COLONIA SARDA” DI BARTOLOMEO PORCHEDDU
“Roma colonia sarda” è il titolo della nuova opera di Bartolomeo Porcheddu. Dopo “Il latino è lingua de Sardi” e “Il Vaso di Dueno: il più antico documento latino scritto in sardo”, testi in cui l’autore dimostra in modo scientifico che il latino era in origine una lingua sarda, Bartolomeo Porcheddu è passato ad analizzare la storia antica di Roma e della Sardegna per scavare nelle fondamenta dell’Isola di Ercole e della Città eterna.
Dal tenore del titolo, il libro sembra quasi un romanzo di fantastoria, ma gli oltre mille riferimenti bibliografici a piè di pagina di autori antichi e moderni indicano il percorso storico-linguistico seguito dall’autore per la stesura del testo. Un totale di 552 pagine documentate da fonti egizie, greche, latine e sarde che vanno dagli inizi della civiltà
neolitica nel Mediterraneo alla fine dell’Impero romano.
Una storia vera, una nuova verità storica, emerge dagli scritti di Bartolomeo Porcheddu che in questo libro dà risposte ai circa ventimila siti archeologici censiti in Sardegna rimasti senza voce fino ai nostri giorni. Attraverso la lingua greca antica e quella sardo-latina,
l’autore spiega il significato intrinseco delle Domus de Janas, dei nuraghi, degli altari preistorici e degli altri monumenti megalitici.
Le origini della religiosità occidentale passano attraverso questi monumenti che in Sardegna hanno il primato rispetto al resto del Mediterraneo perché è in quest’isola che vengono dati per la prima volta i nomi alle costellazioni, agli dei, ai miti leggendari, agli eroi eponimi, all’ossidiana, al bronzo, ai luoghi e alle prime forme sociali legate all’allevamento e all’agricoltura.
Il mare che univa e unisce la Sardegna al resto del Mediterraneo ha fatto correre le navi Shardana più veloci dei carri in ogni approdo, giungendo anche nei porti più remoti. È dai lacus sardi che partono i Pelasgi alla scoperta di nuove terre. È sempre nell’Isola dei Beati che si forma la prima talassocrazia del mare nostrum. Ed è sempre qui,
nell’Isola delle Torri sacre, che viene determinato il destino degli uomini e delle nazioni che si affacciano sul Mediterraneo antico.
Roma è il risultato di questo contesto storico. Solo attraverso la lingua sarda, idioma delle sue origini, si riesce a comprendere il significato di Urbe, di Patrizi e Plebei, di Orazi e Curiazi, di Tevere, dei Tre Colli, delle Tre Tribù, delle Curie, dei Padri Penati, del Gladio, dei Centurioni e di tutta quanta la nomenclatura che fino ai nostri giorni è rimasta senza una spiegazione etimologica.
“Roma colonia sarda” è un testo avvincente, una realtà storica che supera la fantasia, frutto di una ricerca paziente e di uno studio approfondito, che ha portato l’autore alla scoperta di verità nascoste sensazionali. Con quest’opera Bartolomeo Porcheddu scrive, o riscrive, una parte della storia finora rimasta inedita al mondo della conoscenza.